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104ª Assemblea
Viterbo, 26-30 giugno 2005

Sintesi

I Ministri provinciali italiani, presenti o rappresentati all’unanimità, si sono radunati nel convento dei Cappuccini di Viterbo per celebrare la 104ª Assemblea, aperta dal saluto del Presidente, fr. Giovanni Ferri, e del Definitore generale, fr. Felice Cangelosi. Dopo l’esposizione dell’odg da parte del Segretario, iniziano i lavori con il seguente ordine:

1. - Rilettura della lettera del Ministro generale

Il 28 marzo 2005 il Ministro generale ha inviato una lettera a tutti i Ministri provinciali italiani, invitandoli ad una maggiore collaborazione tra le Province italiane, al fine di individuare le strade da percorrere per rendere più significativa la presenza cappuccina in quest’area geografica. La lettera è stata ripresa in Assemblea da fr. Stefano Campana, Ministro provinciale di Torino, che ha indicato alcuni spunti per una corretta rilettura: a) la sua genesi, b) i punti chiave in essa contenuti, c) le proposte operative da elaborare.

Riguardo alla sua genesi, fr. Felice Cangelosi, definitore generale, ha precisato che la lettera è nata dalla volontà del Ministro generale. Oggi, in Italia e altrove, si avverte un forte cambiamento sociale, e l’inserimento dei Cappuccini italiani in questo tessuto richiede necessariamente una risposta adeguata. Per questo la CIMP Cap deve interrogarsi sulle sue modalità di presenza e sul loro futuro.

Si richiede, quindi, una mentalità nuova che riempia di significato il termine “fraternità”, riproposto con un’idea più ampia, che non si limiti ad affrontare le precarietà del momento, ma che sappia andare oltre le singole strutture provinciali per aprirsi alle collaborazioni, alla reciproca conoscenza e ai progetti condivisi.

A motivo della complessità posta da tali problemi, alla Conferenza vengono richieste delle proposte concrete, da affrontare con metodo per conseguire due obiettivi comuni:
1) rivitalizzare il carisma cappuccino in Italia e nell’Europa occidentale,
2) dare un contributo positivo e qualificato in ordine alla rievangelizzazione.

Per raggiungere tali obiettivi, l’Assemblea della CIMP Cap propone, come primo passo, di indire, entro la prima metà di marzo 2006, tre incontri zonali tra i definitorii provinciali del Nord, del Centro e del Sud Italia, al fine di poter elaborare un'analisi più approfondita delle varie province, con l'occhio attento per vedere come in pratica viene vissuto il carisma cappuccino ed individuare le urgenze da soddisfare per renderlo significativo.

2. - Identità della Conferenza Italiana dei Ministri Provinciali Cappuccini (=CIMP Cap)

Fr. Ennio Tiacci, Ministro provinciale dell’Umbria e Consigliere, ha elaborato una relazione sull’identità della CIMP Cap, percorrendo i seguenti punti: a) la CIMP Cap in rapporto alle altre Conferenze Italiane (CEI, CISM) e alle Associazioni Francescane (Unione delle Conferenze dei Ministri Provinciali Francescani e MoFra); b) la CIMP Cap nel contesto di tutto l’Ordine dei Cappuccini; c) le iniziative della CIMP Cap lungo il suo cammino storico (pubblicazioni, attività pastorali, forma statutaria, riconoscimento civile, iniziative di formazione iniziale e permanente…).

Nella sua identità la Conferenza si configura come struttura intermedia tra il governo centrale dell’Ordine e le singole Province. Essa è sostanzialmente un organismo ecclesiale di collegamento, di coordinamento e di comunione, e, nel tempo, ha acquisito un forte valore morale, rivelandosi un ottimo strumento di unificazione. Si potrebbe dire che essa è un organismo profetico che aiuta ad andare oltre gli interessi delle singole province. I valori, dunque, da essa sostenuti e incrementati sono: la collaborazione, la comunione fraterna, una progettazione condivisa, concrete e permanenti forme di interprovincialità. Un processo che favorisce la consapevolezza di una caratteristica identità del cappuccino italiano, che diventa ricchezza per tutto l’Ordine.

3. - Piste di riflessione sul Capitolo generale 2006

Il Presidente dell’Assemblea, fr. Giovanni Ferri, ha aiutato a riflettere sulle linee che la Conferenza può offrire al prossimo Capitolo generale, convocato per il 28 agosto 2006. Il suo intervento si è soffermato sui seguenti punti:

a. la necessità di una preparazione adeguata, nel clima di una esperienza fraterna e positiva con tutto l’Ordine;
b. una adeguata riflessione sulle prospettive pastorali, apostoliche e di governo dell’Ordine, aperte alla universalità e cattolicità;
c. la disponibilità della Conferenza per un servizio adeguato all’Ordine.
Su queste indicazioni l’Assemblea, rappresentativa del 24% dell’intero Ordine, si è dimostrata unita nelle proposte e incoraggiata dal comune impegno che viene dalla sincera ricerca del bene comune.

4. - Approfondimenti sulle Costituzioni e sullo Statuto generale dell’Ordine

Il tema della revisione delle Costituzioni, alleggerite dai testi strettamente giuridici, e la proposta di avere, finalmente, un testo per gli Statuti Generali dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è stato affrontato con la presenza di fr. Carlo Calloni, e fr. Vincenzo Mancusi, membri delle rispettive commissioni incaricate per la stesura dei testi. Questo impegnativo e delicato lavoro si rende sempre più necessario per poter incrementare nelle attuali Costituzioni una sana e aggiornata teologia, attraverso una revisione approfondita che comporta un cambio di paradigma.

5. - La “Solidarietà” nell’OFM Cap e l’Istituto di Spiritualità

Fra Helmut Rakowski, promotore dell’Ufficio “Solidarietà economica”, presenta le linee portanti promosse dall’Ordine per una economia fraterna e condivisa. La solidarietà non è una questione di soldi, ma di scelte dettate dal cuore; quindi è una questione di sensibilità, tenerezza, rapporti fraterni, sullo spirito di san Francesco che non è mai stato “ladro di elemosina”. Con questi “rapporti redenti”, i francescani danno la loro risposta positiva contro ogni sfruttamento, attraverso una rete di collegamenti (Uffici missionari, garanzie di giustizia per ogni fratello, scoperta di nuovi rapporti comunionali…). Il nuovo modo di vivere la “missione evangelizzatrice” avviene attraverso le comunità fraterne e una comunicazione corretta di quanto avviene. Un esempio di questa solidarietà è stato il maremoto “tsunami”, che può essere definito un “miracolo di solidarietà”.

L’Assemblea ha riservato uno spazio per essere informata sull’impostazione accademica dell’Istituto Francescano di Spiritualità (IFS). Il nuovo direttore dell’Istituto, dr. fr. Paolo Martinelli, teologo, presenta un piano di studi che contiene sostanzialmente tre nuclei di discipline accademiche: a) Teologia spirituale generale, b) storia e spiritualità francescana, c) formazione psicopedagogia e spirituale. L’Istituto, con le sue proposte formative teorico-pratiche, offre agli studenti un Diploma di Spiritualità, e per gli studenti ordinari prevede i gradi accademici di licenza e dottorato.

Il Segretario
Fra Mariano Steffan

Roma, 30 agosto 2005.

 

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