112ª Assemblea
CIMP Cap
Vita della Conferenza, revisione delle Costituzioni e
Proclamazione
della Provincia di Calabria
Lamezia (CZ),
29-31 gennaio 2008
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Nei
giorni 29-31 gennaio 2008, si è tenuta in Calabria
la 112ª Assemblea CIMP Cap. Il programma si è svolto
in due luoghi: a) Decollatura (CZ), presso la Casa Nazareth Villa
Rosa, per i lavori assembleari; b) Lamezia Terme, per la Celebrazione
della Proclamazione della nuova Provincia unica di Calabria.
Nelle parole d’introduzione il Presidente ha messo in evidenza
che la convocazione in questo periodo e in questi luoghi, è voluta
da una decisione unanime dei Ministri provinciali per sottolineare
un evento di rilievo: la nascita della Provincia di Calabria. Inoltre,
con questa Assemblea si è dato inizio al lavoro sulle Costituzioni,
voluto dal Capitolo generale 2006, che ha coinvolto, coinvolge
e coinvolgerà la Conferenza, sia come Ministri provinciali,
che come frati per la vocazione che ognuno di loro ha abbracciato.
Alle Costituzioni, infatti, è stata dedicata un’intera
giornata di approfondimento.

L’Assemblea inizia prendendo in esame alcuni argomenti che
riguardano la vita della Conferenza: lettera di ringraziamento
di fr. John Corriveau, nominato vescovo della diocesi di Nelson
(Canada), per l’offerta che la CIMP Cap gli ha inviato,
richiesta di una Missio ad Gentes condotta dalla CIMP Cap nel Benin,
lettere sui limiti di spesa per i superiori provinciali e locali,
resoconto dei lavori di ristrutturazione della sede della Garbatella
e la firma della pratica di “comodato d’uso gratuito” dello
stabile affidato dalla Curia generale alla CIMP Cap, verbale della
Commissione che ha incominciato il lavoro di revisione del “Progetto
Formativo”, nuova veste tipografica del “Notiziario
dei Frati Cappuccini”.
L’approfondimento delle Costituzioni è stato l’argomento
centrale dell’Assemblea. I Ministri provinciali si sono trovati
in aula, con il Vicario generale, fr. Felice Cangelosi, per riflettere
ed andare in profondità sulla conoscenza delle attuali “Costituzioni”.
Ma, soprattutto, per capire lo spirito e le modalità con
cui i Ministri provinciali dovrebbero animare al riguardo le loro
Province, in sintonia con le indicazioni della Curia generale e
in conformità con la documentazione inviata a tutto l’Ordine.
In questa occasione la Conferenza si è avvalsa di due
esperti per entrare nella problematica sottesa, chiedendo a fr.
Francisco Iglesias e a fr. Roberto Genuin di aiutare i Ministri
a valutare le ragioni che hanno spinto l’Ordine alla decisione
di porre mano a questo testo statutario.
Il primo relatore, sulla questione del perché cambiare
ancora il testo delle Costituzioni dopo decenni di revisione
e relative approvazioni, ha tracciato il percorso storico
con tutte le sue spinte e controspinte di questi anni postconciliari.
Ora ci si chiede: Cos’è cambiato nel frattempo? Cosa
si propone l’Ordine con questa azione di revisione e di coinvolgimento
di tutti i frati? Il relatore ha chiarito che non si tratta di
una revisione profonda, ma di una riappropriazione che porti ad
una coscienza più profonda della nostra identità di
Ordine cappuccino. Quindi, si è soffermato sulla necessità di
un rilancio delle Costituzioni, affinché i frati possano
appropriarsene come si deve. L’impegno è quello di
arrivare al contenuto profondo del testo costituzionale, per cui è urgente
studiarlo, conoscerlo e viverlo. 
La revisione avverrà in
un momento successivo e nella misura che la vita stessa dei frati
di tutto l’Ordine lo suggerirà. Il serio rinnovamento
nasce, innanzitutto, dalla vita evangelica, come l’hanno
concepita san Francesco e i Cappuccini della Riforma. Non si tratta,
quindi, di nozioni teoriche, ma di ricerca della verità che
migliori la vita nell’amore di Dio e del Vangelo. A questo
punto, perciò, la sfida sta nella formazione permanente
di tutti i frati, che avviene attraverso una rilettura approfondita,
meditativa e orante delle attuali Costituzioni. La casa dell’Ordine
Cappuccini avrà, allora, un solido fondamento.
Fr. Roberto Genuin, secondo relatore, ha esposto
alcune precisazioni sulle questioni: quale valore giuridico hanno le nostre Costituzioni?
Perché l’Ordine cappuccino oggi avverte il bisogno
di avere i suoi Statuti? Quali caratteristiche specifiche presentano
gli Statuti? Qual è la loro fisionomia e quale contributo
danno all’ordinamento della vita dell’Ordine?
Partendo dalla premessa che la Chiesa della
Carità e dello
Spirito non può essere racchiusa in istituzioni umane,
contrassegnate dal limite e dalla temporaneità, rimane il
fatto che le istituzioni ecclesiali non possono pretendere
di fare a meno della dimensione storica e visibile. Questo sarebbe
un sogno irreale, una temeraria utopia. Le istituzioni, per il
loro carattere di storicità e di visibilità, indubbiamente
presentano alcune difficoltà dovute ai limiti umani
e alla temporalità, ma esse costituiscono anche uno stimolo
permanente per farle diventare uno strumento sempre più efficace
per l’incarnazione del carisma. È su questi dinamismi
che si fonda lo sforzo di una revisione delle Costituzioni.
Gli Statuti Generali, ha precisato il relatore,
sono un codice minore, in cui sono raccolte norme più particolari,
di carattere sussidiario, integrativo e applicativo delle Costituzioni,
comunque vincolanti per tutto l’Ordine, perché vanno
elaborate, approvate e promulgate dal Capitolo Generale.
Oggi, dobbiamo ammettere che la fase della
sperimentazione sull’identità dell’Ordine
Cappuccino è terminata; anzi, ha già «trovato
forma appropriata nelle Costituzioni rinnovate, come negli Orientamenti
dei Consigli Plenari dell’Ordine e di alcuni Capitoli Generali.
Un passo decisivo da compiere dovrà essere quello di imitare
maggiormente San Francesco nella sua preoccupazione di non restare
sul piano delle parole, ma di passare ai fatti» (cf. Discorso
di Giovanni Paolo II al Capitolo Generale del 1982). Per cui, oggi
c’è la necessità di trovare il modo concreto,
affinché il nostro ordinamento sia ulteriormente arricchito,
attingendo dai recenti documenti della Chiesa e dell’Ordine.
Il problema si riconduce all’opportunità di avere
un codice minore, detto Statuti Generali, nel quale inserire
quella normativa contenuta nelle Costituzioni, ma che forse troverebbe
miglior casa negli Statuti. Su questo punto, non mancano le ragioni
positive per compiere un tale lavoro. Si tratta di attivare un’animazione
ricca di buone proposte, per accogliere cordialmente le nostre
Costituzioni, con sensibilità, grande attenzione, studio
approfondito e costante. Poi, sarà più facile adeguarsi
alle esigenze dei tempi e alle richieste dell’Ordine.
Nel dialogo tra di loro, i Ministri provinciali
hanno precisato con maggior chiarezza che l’obiettivo principale è quello
di adoperarsi con ogni mezzo, affinché tutti i Cappuccini
di oggi si riapproprino delle Costituzioni e le traducano
in testimonianza di vita. Non bisogna perdere questa privilegiata
occasione per raggiungere l’obiettivo principale: approfondire
le Costituzioni. Poi, per tutti indistintamente resta aperta la
possibilità di suggerire modifiche all’Ordine, perché ogni
suggerimento è prezioso, sia che provenga dal singolo frate
che delle fraternità. Se poi la Conferenza si attiverà in
questa animazione, offrendo sussidi che rispondano allo scopo e
con altri strumenti di formazione permanente, sarebbe una cosa
lodevole ed da incoraggiare.
Concluso questo argomento, i lavori in aula sono continuati con
una serie di comunicazioni.
Prima tra tutte la Celebrazione del Capitolo
delle stuoie 2009. L’Unione Conferenze Famiglie Francescane d’Italia
(= UCFFI) ad ottobre 2007, ha presentato ai Ministri generali una
proposta di Celebrazione per l’VIII Centenario dell’approvazione
verbale della Regola di san Francesco. I Ministri generali hanno
accolto tale proposta e hanno affidato alle Conferenze italiane
(CIMP Conv dei Conventuali, COMPI dei Minori, CIMP Cap dei Cappuccini
e CONFITOR del Terz’Ordine Regolare) il compito della organizzazione,
che prevede l’arrivo di 2000 frati, provenienti da tutto
il mondo, ad Assisi nei giorni 15-17 aprile 2009. Il Capitolo si
concluderà il 18 aprile a Roma con Sua Santità il
Papa Benedetto XVI, durante il quale ai frati verrà riconsegnata
la Regola di san Francesco perché la rivivano con più fervore,
com’è vivo desiderio del loro Fondatore. In attesa
che il programma venga approvato dall’Assemblea congiunta
delle Conferenze francescane, i Ministri della CIMP Cap sono concordi
con questo programma di massima e suggeriscono al Ministro provinciale
di Assisi di mettere a disposizione i conventi limitrofi, per una
eventuale partecipazione di altri frati, che non rientreranno nella
organizzazione ufficiale.
Il Consiglio Direttivo del Movimento Francescano
Italiano (Mofra) si è incontrato il 24 gennaio a Roma. Dal verbale si evince
che l’incontro è stato fruttuoso perché si
avverte che la sensibilità di sentirsi membri dell’unica
famiglia francescana, pur nella diversità, sta crescendo
a tutti i livelli, primo, secondo e terzo Ordine francescano.
Si tratta di evidenziare maggiormente la volontà politica
di voler camminare insieme. Per questo è stata indetta,
per il 26-27 settembre ad Assisi, una speciale assemblea di 50
convocati, appartenenti ai Consigli di Presidenza dell’Unione
delle quattro famiglie francescane, e ai Consigli del Movimento
Religiose Francescane d’Italia (MoReFra), dell’Ordine
Francescano Secolare (OFS) e della Gioventù Francescana
(GiFra). Da questo dialogo, confronto e revisione di tutte le espressioni
francescane d’Italia, ci si augura che emergeranno proposte
e idee che diano una chiara identità al Mofra. Sarà un
momento privilegiato per contestualizzare meglio tutte le
espressioni francescane d’Italia e dar loro maggiore stabilità di
espressione.
La coscienza nei confronti dell’Assistenza all’OFS
e alla GiFra nel Primo Ordine sta crescendo. È quanto emerso
verso la fine dell’incontro del Consiglio Direttivo Mofra
di cui sopra. In tal senso si cerca insieme di dare delle risposte
concrete alle esigenze di una puntuale Assistenza: una sede per
la Segreteria per l’OFS e per la CASIT (Conferenza Assistenti
OFS per l’Italia). Si prospettano delle soluzioni: due presidenti
di cui uno per la CASIT e uno per gli assistenti GiFra? Un presidente
unico? Uno incaricato dalla CASIT che s’interessi dell’assistenza
specifica alla GiFra?. La soluzione più appropriata, che
la UCFFI valuterà in Assemblea, sembra quella che vede la
costituzione di una Conferenza di assistenti anche per la
GiFra, tenendo però un unico Presidente, che coincida
con quello nominato dalla Conferenza degli assistenti dell’OFS.
Terminati i lavori assembleari, il 31 gennaio
i Ministri provinciali si sono recati a Lamezia Terme e, in un
crescente clima di gioia e di grande emozione, si sono confusi
tra le circa cinquecento persone cha hanno partecipato alla festa
della Proclamazione
della Provincia di Calabria. L’ansia dell’attesa e,
conseguentemente, la toccante celebrazione eucaristica ha coinvolto
tutti e ha avuto un’eco in tutta la penisola.
Il tono pacato e sicuro con cui il Presidente
della CIMP Cap, fr. Aldo Broccato, ha dato inizio a questo momento celebrativo
con la preghiera e, poi, ha iniziato alla lettura del testo della
proclamazione del Decreto di Erezione, la parte culminante del
Decreto, letta dal Ministro generale, la presenza discreta
e sicura del suo Vicario generale, la partecipazione di oltre
150 frati e di numerosi laici, hanno fatto da cornice a questo
che tutti hanno definito un momento storico indimenticabile.
L’emozione è stata evidente, soprattutto nei volti
dei neoeletti Superiori di quella Provincia, e cioè: Fr. Ferruccio
Bortolozzo Ministro provinciale proveniente dalla provincia
di Piemonte (al centro), Fr. Giacomo Faustini primo Definitore e
Vicario provinciale (secondo a sinistra), Fr. Giovanni Battista
Urso secondo Definitore (secondo a destra), Fr. Giovanni Loria terzo
Definitore (primo a sinistra), Fr. Amedeo Gareri quarto Definitore
(primo a destra). La solenne cerimonia eucaristica, si è conclusa
con un’agape fraterna, dove vescovi, superiori, frati
semplici, novizi e laici hanno trascorso alcuni momenti insieme nella
semplicità e nella gioia di sentirsi parte dell’unica
famiglia di Dio e di san Francesco. (Fra Mariano Steffan)
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