I
Ministri Provinciali Francescani d’Italia alla
loro XXX Assemblea |
Io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve
la insegni.
Parola di san Francesco d’Assisi
Si è conclusa questa mattina (18/03/06)
ad Amantea presso il Centro Congressi “La Principessa” la
XXX Assemblea Generale dell’Unione Conferenze Ministri Provinciali
Francescani d’Italia. I 65 Superiori Maggiori con i loro
esperti, che hanno il governo di un migliaio di comunità che
contano 2700 frati sparsi su tutto il territorio nazionale, in
quattro intense giornate di studio hanno riflettuto sulle conseguenze
pratiche di una esortazione di San Francesco, che verso la fine
della sua vita disse: «Io ho fatto la mia parte, la vostra,
Cristo ve la insegni». Per interrogarsi sulla vitalità del
carisma francescano oggi, si sono fatti aiutare da fra Giacomo
Bini e fra Agostino Gardin, due Ministri Generali che in passato
hanno governato l’Ordine dei Frati Minori e dei Frati Conventuali.
Le quattro Conferenze Francescane
che rappresentano i frati italiani, popolarmente conosciuti come
frati Minori, frati Conventuali, frati Cappuccini e frati del
Terz’Ordine Regolare,
hanno suddiviso i quattro giorni di studio, impegnandosi nei primi
due in un confronto Assembleare e in gruppi di lavoro eterogenei,
nei due giorni successivi, gli incontri avvenivano nelle loro specifiche
Conferenze, per ritrovarsi di nuovo alla fine tutti insieme ed
approvare un documento finale unitario.
Le relazioni svolte dai due
ex Ministri generali hanno condotto l’Assemblea a riconsiderare il loro cammino
e a riproporsi nei prossimi tre anni con coraggio e concretamente,
rimanendo ancorati al tessuto sociale odierno. «I frati,
ha detto fra Giacomo Bini, hanno senso e danno testimonianza del
loro carisma se stanno in mezzo al popolo, condividendo i loro
problemi con quell’anima che Francesco d’Assisi ha
trasmesso loro». A partire da qui sono nate delle proposte
coraggiose che portano i frati a scegliere di stare con i poveri
per far loro percepire la fraternità che ci unisce tutti
a Dio e per infondere speranza. Sulla stessa linea fra Agostino
Gardin, esortava tutti i Ministri provinciali ad andare oltre le
differenze che pur esistono tra i francescani, per ritrovarsi tutti
nell’essenziale che li unisce, il Carisma francescano appunto,
che sostanzialmente è lo stesso per tutti.
Il cammino di questi 35 anni,
che hanno portato a questa XXX Assemblea, non può più arrestarsi. È impensabile
oggi chiudersi nella propria cerchia e fare cammini autonomi. Argomenti
che toccano le problematiche di “Giustizia, Pace e Salvaguardia
del Creato” devono essere affrontate con la testimonianza
unitaria di tutto il vasto mondo francescano, con collaborazioni
che impegnano anche suore francescane, comprese quelle che hanno
una vita claustrale, e i laici che si rifanno all’ideale
di Francesco e Chiara d’Assisi. Tutto questo vasto Movimento
Francescano Italiano (=MOFRA) trova la propria naturale espressione,
si è detto, non tanto in manifestazioni nazionali sporadiche,
ma sul territorio, esprimendosi, a seconda della creatività di
ognuno, in manifestazioni religiose e culturali, in marce per la
pace, in celebrazioni interfrancescane comuni ed in mille altre
espressioni pubbliche. È questo il motivo che ha portato
i francescani, al termine della loro assemblea, a questa mozione: «Si è concordi
nell’affermare che la vita dell’Unione e la testimonianza
di comunione tra francescani si gioca prevalentemente sul territorio» a
cui segue un elenco di iniziative già in atto, altre che
andrebbero potenziate ed altre ancora, più nuove, che potrebbero
essere attuate e che manifestano un impegnativo inserimento tra
i poveri della nostra società italiana.
L’Assemblea aveva particolare rilevanza
anche perché si trattava di indicare un cammino triennale
della vita dell’Unione, che nel 2009 celebra l’ottavo
centenario dell’approvazione della Regola di san Francesco.
Le tematiche proposte per la riflessione toccano la riconciliazione,
la riscoperta della fraternità e l’impegno di riappropriarsi
della Regola di San Francesco con umiltà e con il coraggio
della semplicità evangelica da lui proposta.
Questo straordinario incontro
di Superiori francescani in terra di Calabria, ha visto anche
la presenza tra loro delle eccellenze, Domenico Crusco, Francesco
Nolè, Domenico Tarcisio
Cortese, Salvatore Nunnari, vescovi del luogo che si sono alternati
nelle celebrazioni, compreso il pellegrinaggio nel Santuario di
San Francesco di Paola. È stata, anche questa, una chiara
espressione di amore alla Chiesa, che il carisma francescano porta
ancor oggi con sé.
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