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TERRA SANTA: PADRE ADKINS (MONTE NEBO), PERCHÉ “GARANTIRE UN FUTURO AI CRISTIANI”

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(Amman) -
“L’esortazione alle Chiese a garantire un futuro ai cristiani e a impegnarsi instancabilmente per questo scopo rivela tutta la preoccupazione di Benedetto XVI per le nostre chiese orientali. Il futuro si presenta difficile, molti fedeli emigrano, un aiuto servirebbe ad aiutare i cristiani a restare. L’incoraggiamento del Pontefice per noi è vitale”.

Così padre Fabian Adkins, superiore del convento francescano del Monte Nebo (Giordania) commenta al Sir la tradizionale lettera ai vescovi del mondo, diffusa ieri, con cui la Congregazione per le chiese orientali invita la Chiesa universale alla “Colletta per la Terra Santa” del Venerdì Santo. “Davanti all’esodo dei fedeli cristiani - aggiunge il religioso, da 32 anni in Terra Santa - il rischio che si corre è la perdita di identità e del senso di appartenenza alla Chiesa.

La fede non può restare sulla carta ma deve essere vissuta quotidianamente. La stessa presenza dei cristiani qui è segno e messaggio della sequela di Cristo, dell’amore per il prossimo. Queste sono dimostrazioni concrete del nostro attaccamento a questi luoghi dove Cristo è nato. I cristiani ne sono le pietre vive che i pellegrinaggi devono poter conoscere”.

L’appello alla Colletta di Venerdì santo, firmato dal card. Leonardo Sandri, che della Congregazione è prefetto, trae ispirazione proprio dal pellegrinaggio compiuto da Benedetto XVI nel maggio scorso: “ho ancora davanti agli occhi le immagini di quel giorno - ricorda padre Adkins - per noi cristiani del Medio Oriente la sua visita ha avuto l’effetto di rafforzare la nostra fede, di confermarci nella nostra missione di essere pietre vive di questa terra benedetta.

Ci ha dato coraggio per seguire la Chiesa e il Vangelo. Credo che la stessa cosa accadrà con il prossimo Sinodo dei vescovi per la Terra Santa nel quale confidiamo molto per portare all’attenzione di tutta la Chiesa i problemi delle comunità cristiane locali”.

Le terre del monte Nebo furono acquistate dalla Custodia di Terra Santa il 4 ottobre 1932. Da quel momento iniziò l’avventura archeologica del sito che continua ancora oggi con campagne di scavi dirette, accompagnate e incoraggiate dai padri francescani, e, in particolare da padre Michele Piccirillo, morto nell’ottobre del 2008. Quello del Monte Nebo è l’unico santuario della Custodia in Giordania ed è anche l’unico luogo, alle porte della Terra Santa, legato all’Antico Testamento.