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B.Enrico da Krzysztofik

(1908-1942)

"SULLA CROCE INSIEME A CRISTO"

Enrico (Henryk) nacque il 22 marzo 1908 da Giuseppe e Francesca Franaszczyk, nel villaggio di Zachorzev. Fu battezzato nella parrocchia di Slawno (diocesi di Sandomierz - Polonia) il 9 aprile 1908 con il nome di Giuseppe.

Terminata la scuola primaria nel 1925. si presentò al Collegio di S. Fedele dei Cappuccini di Lomza, dove frequentò due classi. Quindi si rivolse all'Ordine dei cappuccini del commissariato di Varsavia. Il 14 agosto del 1927, presso il convento di Nowe Miasto, vestí l'abito cappuccino e prese il nome religioso di Enrico. Un anno piú tardi, il 15 agosto 1928, emise i voti temporanei. In seguito fu mandato in Olanda, presso il convento cappuccino della Provincia di Parigi, a Breust-Eysden. Trascorsi i due anni di filosofia, fu inviato a studiare teologia a Roma, dove il 15 agosto 1931 emise i voti perpetui e il 30 luglio 1933 fu ordinato sacerdote. Per incarico dei suoi superiori, proseguí gli studi presso la facoltà di teologia dell'Università Gregoriana, risiedendo nel Collegio Internazionale S. Lorenzo da Brindisi dei cappuccini. Nel 1935 conseguí la licenza in teologia.

Ritornato in Polonia, fu destinato al convento di Lublino, dove insegnò teologia dogmatica presso il locale seminario religioso cappuccino. Di lí a poco fu nominato rettore dello stesso seminario e vicario del convento. Nella chiesa del convento spesso predicò con grande passione spirituale e fervore interiore. La seconda guerra mondiale, scoppiata il 10 settembre 1939, lo sorprese mentre attendeva a questi incarichi.

Il guardiano del convento lublinese, Gesualdo Wilem, un olandese (in quel periodo i cappuccini polacchi erano aiutati dai cappuccini provenienti dall'Olanda), dovette rinunciare alla carica di superiore e fu costretto a lasciare la Polonia. Enrico fu allora nominato guardiano del convento. In qualità di guardiano e contemporaneamente di rettore del seminario, venne a trovarsi in una posizione molto delicata. A causa della guerra, in seminario le lezioni per l'anno accademico 1939-1940 iniziarono in ritardo. Il clima era estremamente inquieto e teso. Le truppe tedesche si abbandonavano alla ferocia e gli arresti si susseguivano senza interruzione. In questo clima sfavorevole Enrico cercò di rasserenare i suoi seminaristi.

Il 25 gennaio 1940 la Gestapo tedesca arrestò 23 cappuccini del convento di Lublino e fra loro il superiore, fr. Enrico Krzysztofik. Il primo luogo della loro prigionia fu il Castello di Lublino, mentre si attendeva che ci fosse posto in carcere.
Enrico disse: "Fratelli, fintantoché abbiamo la mente lucida formuliamo questo buon proposito: Qualunque cosa ci capiterà in futuro, qualunque cosa ci accada, ciascuno di noi ne faccia offerta propiziatoria a Dio".

Durante tutto il periodo trascorso in carcere fu premuroso con tutti. Fece in modo che all'alba fosse celebrata la s. Messa. Il 18 giugno 1940 fu tradotto, insieme a tutti i confratelli, al campo di concentramento di Sachsenhausen, presso Berlino. Là "in condizioni ben peggiori, si ricordò di ciascuno di noi", - scrive uno di quelli che condivise il destino del campo, il defunto fr. Ambrogio Jastrzebski. Quando nell'autunno del 1940 ricevette per primo dei soldi, comprò nello spaccio del campo due pagnotte, le spartí in 25 porzioni -tanti erano i cappuccini - e disse: "Su, fratelli, cibiamoci dei doni del Signore. Servitevi fintanto che ce n'è...". Il già citato fr. Ambrogio definiva cosí quel gesto fraterno: "Un nobile gesto, il tuo, che è in grado di apprezzare solo chi è stato in campo di concentramento e sa quanta abnegazione, diciamo pure eroismo, ci voglia per distribuire due pagnotte quando si è affamati e le si divorerebbe subito da soli!".

Il 14 dicembre 1940 Enrico, insieme al resto dei confratelli, fu trasferito nel campo di concentramento di Dachau, dove ricevette il numero di matricola 22.637. Nella dura vita del campo non si risparmiò mai. Pur essendo egli stesso debole e malfermo sulle gambe, aiutava gli altri piú deboli, soprattutto i piú anziani. Sopravvisse in campo di concentramento solo fino all'estate del 1941. Nel luglio del 1941, data la sua completa spossatezza che gli impediva ormai di camminare da solo, fu consegnato all'ospedale del campo, il che equivaleva a una condanna a morte. Di là fece recapitare ai propri allievi chierici un messaggio segreto, riportato poi a memoria da uno dei destinatari, fr. Gaetano Ambrozkiewicz: "Cari fratelli! Sono in corsia nel blocco 7. Sono paurosamente dimagrito perché disidratato. Peso 35 chili. Fanno male tutte le ossa. Sono disteso sul letto come sulla croce insieme a Cristo. E mi è grato essere e soffrire con Lui. Prego per voi e offro a Dio queste mie sofferenze per voi".
Morí il 4 agosto del 1942 e fu bruciato nel forno crematorio del campo 12.

Nella liturgia viene ricordato il 12. giugno

 

 

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