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Alessandro Labaca

(1920-1987)

Alessandro Labaca Ugarte (in religione Emmanuele), della provincia Navarro-Cantabria-Aragona, nacque il 19 aprile 1920 a Beizama, diocesi di Vitoria. Vestí l'abito cappuccino il 14 agosto 1937, emise la professione temporanea il 15 aprile 1938 e quella solenne il 29 settembre 1942. Venne ordinato sacerdote il 22 dicembre 1945. Pochi mesi dopo, il 26 agosto 1946, venne inviato nella missione di Pingliang in Cina dove lavorò con ardore per sette anni, fino a quando con altri missionari venne espulso dai comunisti e dovette ritornare in provincia dove giunse il 4 febbraio 1953. In seguito con il permesso dei superiori il 3 novembre successivo si incorporò nella Custodia provinciale dell'Ecuador e divenne superiore regolare il 4 novembre 1957 nella missione di Aguarico. Il 18 febbraio venne nominato prefetto apostolico di Aguarico e in questo servizio durò cinque anni. Poi volle rinunziarvi per dedicarsi totalmente all'apostolato diretto, particolarmente presso le comunità indigene di Nuevo Rocafuerte, ai confini col Perú. In novembre 1967 andò a Ecuador e dal 1973 al 1979 fu consigliere e poi nel 1979-1982 superiore regolare.

Il 4 novembre 1982 venne nominato pro-prefetto apostolico della missione.
In seguito papa Giovanni Paolo II, innalzando la prefettura apostolica di Aguarico alla dignità di Vicariato Apostolico, nominò fra Alessandro primo vescovo vicario apostolico di tutta quella circoscrizione ecclesiastica e vescovo titolare di Pomaria. Venne ordinato vescovo il 9 dicembre 1984 nella chiesa cattedrale di Coca. Il suo lavoro apostolico consistette nel difendere la dignità degli indigeni, degli indios, continuamente calpestata dai latifondisti multinazionali. Soprattutto la tribú degli "Huaorani" ricevette le sue cure apostoliche piú grandi. Nelle sue escursioni apostoliche utilizzava la grande competenza missionaria di suor Agnese Arango Velásquez, nata a Medellín in Columbia il 6 aprile 1937, terziaria cappuccina della S. Famiglia (le Amigoniane). Ambedue avevano una grande esperienza di quella tribú e di altre nell'Amazzonia Equatoriale. Sorvolavano con l'elicottero la regione portando molti doni da distribuire agli indios per entrare nella loro amicizia e fiducia. Speravano di ottenere la stessa amicizia anche dalla tribú, ancora non visitata, dei "Tagairi" che significa "dai piedi rossi" per il costume di dipingersi di rosso i piedi. Affrontarono questo pericolo, sicuri di riuscire ad incontrarli.

Il 21 luglio 1987 vennero con l'elicottero e si calarono con funi nella selva per non spaventare quegli indigeni. L'elicottero volò via, ma il giorno dopo , sorvolando la zona, dall'alto scorse i due missionari morti, colpiti da tante lance e con molte ferite. Ricuperati quei corpi con difficoltà, vennero trasportati alla sede del Vicariato apostolico a Coca. Il funerale ebbe luogo con grande solennità, presente tutta la Conferenza Episcopale dell'Equador e innumerevole popolo, il 24 luglio. Come martire della fede e della carità, il vicario apostolico di Aguarico il 13 maggio 1996, incoraggiato anche da tutto l'episcopato, volle introdurre la causa di beatificazione che ora è appena avviata.

 

 

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