Michele González
González (Andrea da Palazuelo) e 11 Compagni, servi di
Dio. Nato l'8 maggio 1883, vestí l'abito nella provincia
cappuccina di Castiglia il 31 luglio 1899, professando l'anno
seguente; fu ordinato sacerdote il 19 settembre 1908. Professore
di filosofia, definitore ed archivista provinciale, scrittore
e rinomato direttore di spirito, fu costretto a lasciare il
convento di Madrid il 20 luglio 1936. Il 30 dello stesso mese
i miliziani del Fronte Popolare lo portarono via dalla pensione
dove aveva trovato alloggio insieme ad altri sacerdoti. Pur
protestando di non aver mai fatto del male a nessuno, mantenne
sempre la sua abituale serenità; condotto fuori città,
fu massacrato la stessa notte. È il capogruppo di altri
undici confratelli dei conventi di Madrid e di El Pardo, assassinati
dai marxisti in diversi luoghi e tempi, senza processo, unicamente
perché religiosi o sacerdoti.
Diamo l'elenco, in primo luogo, dei religiosi sacerdoti: Ferdinando
da Santiago (Ferdinando Olmedo Reguera, nato 10 gennaio 1873,
vestizione 15 febbraio 1901, professione 15 febbraio 1902, sacerdozio
31 luglio 1904), del convento di Madrid, dal 1908 al 1917 segretario
della Curia generale dell'Ordine, e dal 1922 segretario provinciale,
carica che, insieme a quella di definitore, disimpegnava ancora
il 20 luglio 1936. Fermato dai miliziani nell'alloggio dove,
insieme ad altri confratelli, conduceva vita di convento, e
trascinato in una delle tante "ceke" clandestine,
dopo essersi dichiarato sacerdote cappuccino, fu assassinato
il 12 agosto tra le rovine della caserma della Montagna nella
capitale; Gregorio de La Mata (Quirino Diez del Blanco, nato
25 marzo 1889, vestizione 8 settembre 1904, professione 10 settembre
1905, sacerdozio 6 giugno 1914), professore nel seminario El
Pardo. Preso dai miliziani nel suo rifugio, fu condotto in prigione,
e, insieme ad altri detenuti, dei quali aveva ascoltato la confessione,
fu portato all'ippodromo e lí crivellato nelle prime
ore del mattino del 26 agosto 1936; Giuseppe Maria da Manila
(Eugenio Saz-Orozco Mortera, nato 5 settembre 1880, vestizione
2 ottobre 1904, professione 4 ottobre 1905, sacerdozio 30 novembre
1910), del convento di Madrid.
Predicatore, piú volte superiore locale, devotissimo
del S. Cuore di Gesú e della S. Famiglia, religioso di
grandissima povertà e carità, fu ucciso nelle
prime ore del 17 agosto 1936 nella già ricordata caserma
della Montagna; Alessandro da Sobradillo (Giovanni Francesco
Barabona Martín, nato 10 gennaio 1902, vestizione 11
agosto 1918, Professione 15 agosto 1919, sacerdozio 18 dicembre
1926). Superiore del convento di El Pardo, il 21 luglio 1936,
con le lacrime agli occhi, pregò i miliziani assaltanti
di risparmiare la vita dei religiosi e dei ragazzi del seminario.
Rilasciato dopo un breve arresto, cercò rifugio presso
una pia famiglia, vivendo immerso in quasi continua preghiera.
Il 15 agosto fu portato via e, all'indomani, il suo cadavere
fu trovato in una via della città, con il volto orribilmente
sfigurato; Carlo da Alcobilla (Paolo Merillas Fernández,
nato 17 giugno 1902, vestizione 15 agosto 1919, professione
29 agosto 1920, sacerdote 24 giugno 1928), professore nel seminario
di El Pardo, uomo di raffinato gusto artistico e di grande abilità
nelle arti meccaniche. Sfuggito alla cattura il 21 luglio 1936,
trovò lavoro in uno stabilimento a El Escorial; dopo
varie peripezie, fu messo in prigione e malmenato. Infine, il
14 gennaio 1937 fu assassinato lungo la strada, perché
religioso e sacerdote; Ramiro da Sobradillo (Giuseppe Pérez
González, nato 5 gennaio 1907, vestizione 15 agosto 1922,
professione 19 agosto 1923, sacerdote 14 giugno 1930), del convento
di Madrid e vice-segretario provinciale. Il 15 ottobre 1936
fu strappato dalla casa dei suoi familiari e rinchiuso in prigione
perché religioso; il 25 novembre fu condannato a morte
da un cosiddetto tribunale popolare e, il mattino del 27, fucilato
insieme ad altri 90 detenuti a Paracuellos del Jarama.
I fratelli laici dei conventi di Madrid e di El Pardo sono:
Aurelio da Ocejo (Facondo Escanciano Tejerina, nascita 4 febbraio
1881, vestizione 31 dicembre 1908, professione 10 gennaio 1910),
fratello compagno del ministro provinciale, molto osservante
e servizievole. Finito nelle mani dei miliziani, confessò
loro di essere religioso cappuccino, e fu perciò fucilato
il 17 agosto 1936 accanto alla strada Madrid-Estremadura; Gabriele
da Aróstegui (Lorenzo Ilarregui Gofii, nato il 10 agosto
1880, vestizione 31 dicembre 1910, professione 1° gennaio
1912). Per 24 anni continui ortolano e vaccaro del convento
di El Pardo, il 21 luglio 1936 si rifugiò nel vicino
monte; scoperto dai miliziani e istigato a bestemmiare, si rifiutò
decisamente. Fu trattenuto nel convento a servizio degli occupanti,
ma il 23 agosto, dopo cena, fu assassinato alla porta del seminario,
mentre stringeva fra le mani il suo grosso rosario da frate;
Primitivo da Villamizar (Lucinio Fontanil Medina, nato 12 febbraio
1884, vestizione 8 marzo 1914, professione 9 marzo 1915). Il
21 luglio 1936, al momento dell'espulsione dal convento di El
Pardo, da 21 anni era al servizio del seminario serafico. Ospitato
presso una sua nipote a Madrid, riuscí a sfuggire alla
cattura, ma il 19 maggio 1937, riconosciuto da un miliziano
come frate di El Pardo, fu condotto in una prigione clandestina,
dopo di che di lui non si seppe piú niente; Saturnino
da Bilbao (Emilio Serrano Lizarralde, nato 25 maggio 1910, vestizione
10 settembre 1930, professione 13 settembre 1931), del convento
di Madrid. Religioso veramente pio e angelico, nel suo rifugio
presso una famiglia si era preparato seriamente al martirio.
Scovato dai miliziani, indossò il suo migliore abito
per andare incontro alla morte, che gli fu data il 26 agosto
1936 in una strada solitaria della capitale. Anche se non religioso,
ma terziario perpetuo, è stato annoverato tra gli altri
compagni cappuccini; Norberto Cembranos de la Verdura (nato
a Villalquite, León, nel 1891). Da sei anni prestava
il suo umile e silenzioso servizio nel convento di El Pardo.
Fermato in una pensione insieme a un altro religioso, fu creduto
frate, e perciò fucilato il 24 settembre 1936 in un luogo
ignoto di Madrid.
Il processo informativo sulla fama di martirio di questi 12
servi di Dio fu iniziato nella curia diocesana di Madrid il
5 aprile 1956; seguirono i processi ordinari sugli scritti e
sul "non cultu" aperti presso la S. Congregazione
dei Riti il 22 dicembre 1960.
Il 14 marzo 1997 è stato emanato il decreto di validità
del Processo informastivo di Madrid.
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