Giuseppe Ample
Alcaide (Aurelio da Vinalesa) e Compagni, servi di Dio. Nato
il 3 febbraio 1896, vestí l'abito nella provincia cappuccina
di Valenza il 7 agosto 1912 e professò il 10 dello stesso
mese dell'anno seguente, venendo quindi ordinato sacerdote il
26 marzo 1921. Dal 1923 fu professore e direttore dello studentato
teologico della provincia, docente nel seminario diocesano di
Orihuela e definitore provinciale. Dopo il 18 luglio 1936 era
stato costretto ad abbandonare il convento di Orihuela, e il
28 agosto veniva fermato dai miliziani marxisti nella casa paterna
e condotto, con altri tredici cattolici del paese, in un burrone
presso Foyos; tutti animò, confessò e assolse,
cadendo poi crivellato insieme con essi al grido di
"Viva Cristo Re! ".
È il capogruppo di altri undici confratelli, piú
5 monache cappuccine, sacrificati in diversi luoghi dell'arcidiocesi
di Valenza. Infatti, i religiosi, cacciati dai loro conventi,
nella maggior parte dei casi cercarono rifugio presso i loro
parenti, con la speranza di una maggior sicurezza e anche di
difesa da parte dei concittadini. Ma, molti di essi, incontrarono
lo stesso il martirio, perché religiosi, ad opera dei
locali comitati rivoluzionari o con la loro connivenza. Furono
compagni di p. Aurelio innanzi tutto i seguenti sacerdoti: Ambrosio
da Benaguacil (Luigi Valls Matamales, n. 3 magg. 1870, ordinato
22 dic. 1894); apostolo del confessionale e della penna e tra
i poveri di Masamagrell, fu assassinato, a notte inoltrata,
il 24 agosto 1936, nei pressi di Algemesi e sulla strada Valenza-Barcellona;
Pietro da Benisa (Alessandro Mas Ginester, n. 13 dic. 1876,
ordinato 22 dic. 1900), predicatore del convento di Masamagrell.
Rifugiatosi presso una sua sorella, fu dai miliziani portato
via la notte del 16 agosto 1936 e fucilato su una strada solitaria
dopo che aveva offerto il perdono ai suoi aguzzini; Gioacchino
da Albocácer (Giuseppe Ferrer Adelì, n. 23 apr.
1879, ordinato 19 dicembre 1903); per lungo tempo missionario
in Colombia e apostolo dell'Eucarestia e della devozione alle
Tre Ave Maria, era direttore del seminario serafico di Masamagrell.
Scoperto dai miliziani nel suo rifugio a Rafelbufiol, il 30
agosto 1936 fu condotto nel paese natio e poco dopo assassinato
nei pressi di Villafamés; Modesto da Albocácer
(Modesto Garda Marti, n. 17 genn. 1880, ordinato 19 dic. 1903),
guardiano del convento di Olleria; uomo di grandissima carità
verso i malati e i poveri, era stato per 14 anni missionario
in Colombia. Rifugiato nel suo paese fu scoperto insieme ad
un suo fratello sacerdote, e con lui fucilato il 13 agosto 1936;
Germano da Carcagente (Giuseppe Garrigues Hernández,
n. 12 febb. 1895, ordinato 9 febb. 1919), del convento di Valenza,
già professore e vicemaestro dei novizi; scovato dai
rivoluzionari nel proprio paese, fu assassinato nella notte
del 10 agosto 1936; Bonaventura da Puzól (Giulio Esteve
Flors, n. 9 otr. 1897, ordinato 26 mar. 1921), professore di
filosofia; fu assassinato il 25 settembre 1936 nei pressi di
Gilet insieme con il padre, un fratello e altri cattolici del
paese.
Tutti ebbero il conforto dell'assoluzione sacramentale impartita
dal p. Bonaventura; Giacomo da Rafelbunol (Giacomo Mestre Iborra,
n. 10 apr. 1909, ordinato 26 mar. 1932), professore di teologia
nel convento di Masamagrell. Mentre era nascosto nel suo paese,
avendo saputo che il 26 settembre 1936 erano state imprigionate
ben 22 persone, tra le quali otto suoi fratelli, si presentò
al comitato rivoluzionario offrendosi in cambio della libertà
almeno dei fratelli; respinta la sua offerta, fu unito al gruppo
dei prigionieri, insieme con i quali fu fucilato nel cimitero
la notte del 28 seguente, per il solo fatto di essere cattolici.
Nel gruppo vi è anche il diacono Enrico da Almazora (Enrico
García Beltrán, n. 16 mar. 1913, prossimo all'ordinazione).
Era stato rinchiuso in carcere il 4 agosto 1936, e dopo un'attesa
serena e gioiosa della morte, fu assassinato il 16, in una cava
di pietra presso Castellón.
A questi martiri furono aggiunti tre fratelli non chierici:
Fedele da Puzól (Mariano Climent Sanchis, n. 8 genn.
1856), venerando religioso di ottant'anni, del convento di Valenza;
strappato brutalmente dalla casa dei suoi familiari, il 28 settembre
1936 fu ucciso nei pressi di Sagunto; Berardo da Lugar Nuevo
de Fenollet (Giuseppe Bleda Grau, n. 23 lug. 1867), sarto e
questuante del convento di Orihuela, devotissimo dei santi Nomi
di Gesú e Maria. Strappato dalla casa di sua sorella,
fu assassinato con altri dodici detenuti in Puerto de Benigamin
il 30 agosto 1936; Pacifico da Valencia (Pietro Salcedo Puchades,
n. 23 febb. 1874), del convento di Masamagrell, dove per molti
anni aveva svolto l'ufficio di questuante con edificazione di
tutti.
Prelevato dai miliziani dalla casa di un suo fratello agricoltore
a Castellar nei pressi di Valenza, fu ucciso il 12 ottobre 1936;
il suo corpo, con i segni di molte torture, fu ritrovato in
un canale di irrigazione.
Al gruppo dei religiosi sono state aggiunte 5 suore cappuccine,
uccise dai marxisti nel 1936-37 nelle diocesi di Valenza e di
Torrosa; tre di esse erano sorelle carnali, dai cognomi Masiá
Ferragut, professe del monastero di Agullent: Maria Gesú
(n. 12 genn. 1882, maestra delle novizie); Maria Veronica (n.
15 giu. 1884); Maria Felicitas (n. 28 ago. 1890). Tutte e tre
rifugiate nella casa paterna di Algemesi, furono assassinate
il 25 ottobre 1936 nei pressi di Alcira, insieme con la madre
e un'altra sorella. Le altre due cappuccine sono: Isabella Calduch
Rovira (n. 9 magg. 1882 ad Alcalà de Chisvert), maestra
delle novizie nel monastero di Castellón de la Plana,
uccisa il 13 aprile 1937 nel cimitero di Cuevas de Vinromá;
Milagro Ortells Gimeno (n. 29 nov. 1882 a Valenza), maestra
delle novizie nel monastero di Valenza, assassinata il 20 novembre
1936 a Paterna presso quella città.
I processi ordinari di questi servi di Dio, iniziati nella Curia
arcivescovile di Valenza il 17 dicembre 1956, furono aperti
presso la Congregazione dei Riti l'8 luglio 1959. Il primo tomo
della Positio super martyrio è stato consegnato nel mese
di maggio 1997; il secondo era già stato inviato il 18
giugno 1996. |