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Francesco Tommaso Marquez y Sánchez
(Leopoldo da Alpandeire), servo di Dio. Nato a Alpandeire
(Malaga) il 24 luglio 1866 da Diego e da Girolama Sánchez,
umili ma pii contadini, fin dalla sua prima fanciullezza aiutò
i genitori nelle faccende agricole e nel pascolare il piccolo
gregge, e, piú grandicello, nel lavorare la poca terra
posseduta dalla famiglia. All'età di 33 anni vestí
l'abito cappuccino nel convento di Siviglia. Passò
i primi anni di vita religiosa nei conventi di Siviglia, di
Granada, Antequera, facendo i lavori piú faticosi e
umili. Nel 1914 fu destinato al convento di Granada come questuante,
rimanendovi per tutta la vita. Con la bisaccia sulle spalle,
scalzo, sempre a piedi, passerà per oltre cinquant'anni
di porta in porta nella città di Granada e nei paesi
e città vicini, chiedendo umilmente l'elemosina per
i confratelli e per i poveri. Nel suo interminabile cammino
si adoperava ad insegnare il catechismo, a chiamare i peccatori
alla conversione, a riprendere energicamente i bestemmiatori.
Era accolto nelle case con venerazione e rispetto; per devozione
spesso gli venivano tagliati pezzetti dell'abito e del cingolo.
Spesso veniva chiamato nelle case degli ammalati, dove recitando
"tre ave Maria", operava anche guarigioni prodigiose.
Andando alla questua si ruppe un femore, per cui dovette stare
per tre anni fermo in convento, pregando continuamente e sopportando
pazientemente altre malattie. Morí santamente nel convento
di Granada il 9 febbraio 1956. La sua salma riposa nella cripta
del convento di Granada, meta di ininterrotti pellegrinaggi,
specialmente il 9 di ogni mese. I processi per la sua beatificazione
ebbero inizio nel 1961 e terminarono nel 1976. Nel 1982 fu
dato il nulla osta da parte della S. Congregazione per le
Cause dei Santi, per la introduzione della causa. Negli anni
1983-84 fu istruito il processo apostolico sulle virtú
eroiche. La Positio super virtutibus è stata consegnata
il 9 marzo 1994.
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