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Francesco da Lagonegro, venerabile, nacque
a Lagonegro (Basilicata) il 3 marzo 1717 dalla nobile famiglia
Scalderone e al battesimo gli fu imposto il nome di Giacomo
Antonio. Giovinetto, compí gli studi umanistici presso
i gesuiti a Napoli e quindi vestí l'abito religioso
tra i cappuccini nel convento di Caserta il 13 novembre 1733.
I suoi biografi non sanno far di meglio che descrivere l'eroicità
delle sue virtú monastiche: obbedienza, povertà,
penitenza, carità verso i poveri che soccorreva privandosi
del necessario, amore all'Eucaristia e alla Vergine Maria.
Fu inoltre assiduo predicatore e ricercato confessore e consigliere:
dalla sua dimora napoletana in S. Efrem Nuovo, confortò
ed invitò a mantener la pace e la fiducia in Dio popolani
e signori gementi sotto il giogo borbonico, in modo particolare,
nei terribili giorni della occupazione francese (1799) e della
conseguente restaurazione borbonica.
Con l'aiuto di Luigi de' Medici, ministro di stato e presidente
del consiglio regio, il quale per le preghiere del venerabile
era stato prosciolto dalla condanna a morte, preparò
il ritorno dei gesuiti nel regno delle Due Sicilie, avvenuto
sei mesi dopo la sua morte. Francesco chiuse infatti i suoi
giorni a Napoli in fama di santità e di taumaturgo
il 2 gennaio 1804, ed è sepolto nella chiesa cappuccina
dell'Immacolata a Piedigrotta. La causa per la beatificazione
fu introdotta nel 1873.
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