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Giacomo da Ghazir

(1875-1954)

Giacomo da Ghazir (Khalil Haddad), fondatore della Congregazione delle Francescane della Croce del Libano, servo di Dio, nacque il 10 febbraio 1875 nel villaggio di Ghazir da Pietro e da Shams. Terzo di 14 figli, fu educato soprattutto dalla piissima madre, che si augurava che il figlio diventasse sacerdote. Dopo aver compiuti gli studi con ottimi risultati, per guadagnarsi la vita insegnò a 17 anni l'arabo in Alessandria d'Egitto. Tornò ben presto nel paese natale con l'intenzione di farsi cappuccino. Vinta l'opposizione del padre, vestí l'abito il 26 marzo 1894 e fu consacrato sacerdote a Beirut il 10 novembre 1901. Ben presto fu nominato economo e gli fu affidata la fondazione e la direzione di una rete di scuole della missione nell'intero territorio del Libano. Durante la Prima Guerra mondiale (1914-18) svolse un'attività straordinaria, che lo rese degno della massima ammirazione e simpatia non solo dei cristiani, ma anche dei musulmani e dei drusi, sollevando moltissime miserie, distribuendo ben 18.000 pasti giornalieri, contribuendo ad aprire 24 orfanotrofi, ove vennero ospitati e avviati a mestieri artigianali oltre 10.000 ragazzi e ragazze.

Fu valido propagatore del Terz'Ordine Francescano, fondando 70 fraternità con oltre 8.000 iscritti, e servendosi di queste per le sue molteplici opere di apostolato. Uno degli scopi che egli proseguí con maggiore efficacia fu la propagazione delle fede cattolica e la conversione dei musulmani. A tale scopo aprí nei villaggi montagnosi del Libano 163 scuole capaci di accogliere oltre 7.500 alunni, preoccupandosi soprattutto del loro insegnamento religioso. Camminando sempre a piedi, anche per 30 km. al giorno, con la bisaccia sulle spalle sempre piena di libri del catechismo, visitava continuamente questi centri di studio.
Oltre a queste attività giornaliere, il servo di Dio divenne celebre per altre numerose opere sociali. Costruí ricoveri per anziani, per mendicanti, per orfani, dispensari per l'infanzia abbandonata, ospedali e case di cura. Tra questi è ammirato l'ospedale psichiatrico, costruito sulla collina di Oall-ed-Dib, chiamato il Piccolo Cottolengo, con circa 1.000 posti letto. Celebre anche l'ospizio di "Cristo Re" per il clero malato o anziano di qualunque rito, costruito sulla collina di Nahr-el-Kalb, che sovrasta la famosa vallata dei Re, ove sono incisi i nomi di grandi conquistatori da Ramsete II al generale H.-J.-E. Gouraud. Sovrasta l'edificio una statua di Cristo Re, alta 12 metri. Il card. Tappouni diceva che ogni pietra del Libano parla di p. Giacomo. Non aveva mezzi materiali, ma solo il merito dell'obbedienza e la preghiera. In ginocchio davanti al suo superiore, diceva: "Non chiedo soldi, ma solo il merito dell'obbedienza". Diceva ancora: "Niente preghiera, niente grazie" e: "La preghiera senza fiducia, è come una lettera in tasca, mai giunta a destinazione".

Nel 1930 fondò la Congregazione delle Suore Francescane della Croce del Libano, che svolgevano una utilissima missione sociale, dedicandosi ad opere di carità a beneficio delle classi piú povere e bisognose, specie nei numerosi ospedali fondati dal servo di Dio. Per le sue alte benemerenze, gli furono assegnate dal governo due medaglie d'oro e tre d'argento e il grado di ufficiale dell'Ordine del Cedro.
Agli inevitabili acciacchi, derivati da una vita tanto laboriosa e movimentata, si aggiunse, negli ultimi anni, una fatale leucemia linfatica. Il 26 giugno 1954, quasi ottantenne, dopo l'ultimo bacio alla croce, spirava santamente.

La sua causa di beatificazione, perorata da tutte le piú alte autorità del Libano, persino dai musulmani e dai drusi, ebbe inizio nel 1960 a Beirut, con l'apertura del processo informativo sulla fama di santità, e terminò nel 1964. La sua causa ha avuto il decreto di introduzione il 24 febbraio 1979. Negli anni 1979-82 fu istruito il processo apostolico sulle virtú eroiche. La sua salma, riesumata nel 1982, è stata riposta nella vecchia chiesetta, costruita dallo stesso servo di Dio, "Notre Dame de la Mer" a Oall-ed-Dib.

 

 

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