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Giuseppe Maria Amigó y Ferrer (Luigi),
fondatore delle Cappuccine della S. Famiglia e dei Terziari
Cappuccini dell'Addolorata, venerabile. Nacque a Masamagrell
(Valenza) il 17 ottobre 1854. Compiuti gli studi umanistici
e filosofici nel seminario di Valenza e sentendosi chiamato
alla vita religiosa, s'indirizzò alla casa-noviziato
dei cappuccini spagnoli in Bayonne (Francia), dove vestí
l'abito il 12 aprile 1874, prendendo il nome di Luigi. Fece
la professione semplice il 18 aprile 1875. Con la restaurazione
degli Ordini religiosi in Spagna, soppressi dal 1835, nel
1877, ancora studente di teologia, raggiunse il convento di
Antequera (Màlaga), dove il 21 aprile 1878, emise la
professione solenne. Lo stesso anno siglò con il proprio
sangue il voto eroico di carità, rinunciando a tutte
le sue opere meritorie in favore delle anime del purgatorio.
L'anno seguente fu trasferito al convento di Montehano (Santander),
dove, ordinato sacerdote (29 marzo 1879), si dedicò
al ministero della predicazione e delle confessioni. Nell'agosto
1881 fu inviato al convento del paese natio, come vicemaestro
dei novizi, e vi attese a restaurare la fraternità
del Terz'Ordine Francescano, ravvivando cosí la coscienza
cristiana e la vita di pietà nella regione di Valenza.
Sensibile al problema dell'infanzia e della gioventú
abbandonata o traviata, nel 1885 fondò la Congregazione
delle Terziarie Cappuccine della S. Famiglia per la protezione
e l'educazione delle orfane negli asili o scuole, per la rieducazione
delle ragazze nelle case di correzione, nonché per
l'assistenza negli ospedali e per il servizio alle missioni.
Per l'istruzione e la rieducazione dei giovani rinchiusi nei
riformatori, nel 1889 istituí la Congregazione dei
Terziari Cappuccini dell'Addolorata. Il metodo educativo tracciato
per le due congregazioni consisteva essenzialmente nell'uso
della persuasione e dell'aiuto, con l'ausilio di altri mezzi
di prevenzione e di stimolo, esclusi sempre quelli violenti
o coercitivi.
Intanto, nel 1885, il p. Luigi era stato nominato guardiano
di Masamagrell e definitore provinciale dell'allora unica
provincia cappuccina di Spagna; questa stessa carica disimpegnò,
dal 1889 al 1898, nella nuova provincia di Toledo. Il 16 dicembre
1898 fu nominato ministro provinciale della restaurata provincia
di Valenza, che resse fino al 1902. La fama di saggio restauratore,
organizzatore e fondatore, nonché i frutti del suo
apostolato, gli meritarono la nomina, il 18 aprile 1907, a
vescovo titolare di Tagaste e amministratore apostolico della
diocesi di Solsona. Il 18 luglio 1913 fu promosso vescovo
-residenziale di Segorbe. Austero e povero, mite e prudente
nel procedere e di una illimitata fiducia nella divina Provvidenza,
imperniò la sua azione pastorale su tre punti allora
di grande attualità e urgenza: la restaurazione della
vita e della pietà cristiana, la questione sociale
e la formazione religiosa e morale della gioventú priva
di scuole cattoliche. A questi tre obiettivi mirarono le 53
esortazioni pastorali, le 131 lettere e le 102 circolari da
lui scritte. Ebbe una speciale cura di elevare il livello
spirituale e intellettuale del suo clero, riorganizzò
i seminari, fondò numerosi collegi e scuole parrocchiali,
attivò i circoli cattolici per una piú matura
coscienza sociale soprattutto della classe operaia. Fu anche,
per regia nomina, senatore del Regno dal 1914 al 1923. Morí
a Godella il 1° ottobre 1934, e fu sepolto nella casa-madre
delle Terziarie Cappuccine a Masamagrell.
Oltre alle Costituzioni, piú volte rivedute e perfezionate,
dettate per le due congregazioni da lui fondate, mons. Amigò
scrisse la propria Autobiografia (Valenza 1944; ed. critica
a cura di A. González, ivi 1982; versione italiana:
Sulle orme di Francesco, Lucera 1982), fonte primaria per
la conoscenza della sua spiritualità, come lo è
pure, per quanto riguarda la sua attività di vescovo,
la raccolta delle sue Exhortaciones pastorales (Madrid 1968)
e delle sue Cartas circulares y ordenaciones (ivi 1969).
Il 18 gennaio 1950 fu iniziato presso la Curia arcivescovile
di Valenza il processo ordinario sulla fama di santità,
seguito poi dai processi ordinari sugli scritti e sul "non
cultu", e aperti presso la Congregazione dei Riti il
25 ottobre 1952. Consegnata nel 1971 la Positio sull'introduzione
della causa, il relativo decreto veniva firmato il 7 luglio
1977.
È in avanzato stato di preparazione la Positio sulle
virtú. Si sta esaminando un fatto prodigioso su cui
la consulta medica ha dato pareri discordanti.
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