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Centodiecimila paia di occhiali all’anno spedite verso Paesi poveri.

IL CAPPUCCINO CHE “FA VEDERE I CIECHI”

Il 9 marzo di un anno fa l’ufficio postale di Hirsingue, una bella cittadina dell’Alsazia-Sundgau, ha cambiato il simbolo che da anni apponeva con malcelata fierezza sulla corrispondenza. Al bel profilo della facciata della cappella del XII secolo, conosciuta soltanto nei dintorni della città, ha preferito infatti un anonimo mappamondo a strisce ingentilito da un bel paio di occhiali e sormontato dalla scritta “Lunettes sans frontière”, nota ormai in quasi tutto il mondo. La notorietà internazionale della scritta che campeggia sulle lettere e sui pacchi che partono dall’ufficio postale, è legata all’iniziativa del cappuccino P. Francesco Meyer, che dal 1974 spedisce occhiali nuovi e usati in 63 Paesi in via di sviluppo di tre continenti.
L’idea nacque durante il viaggio che P. Meyer, cappellano dei ciechi dell’Alsazia, fece quell’anno nel Burkina Faso (che allora si chiamava Alto Volta) per rendersi conto della situazione dei non vedenti del Paese. Sicuro che avrebbe trovato più d’una emergenza, aveva portato con sé qualche paio di occhiali che andarono a ruba sia perché nel Burkina di allora essi erano pressoché introvabili, sia perché inaccessibili a chi non poteva impegnarvi il salario di otto mesi per comprarli.

Tornato in Francia, P. Francesco cominciò a raccogliere gli occhiali che ingombravano scrivanie e cassetti di parenti, amici e conoscenti, inviandoli alle missioni che aveva visitato. Quando la cosa si seppe oltre i confini della parentela, degli amici, della città e del Dipartimento, spargendosi in Francia, Germania, Austria, Belgio, Olanda e Paesi vicini, P. Francesco si raccomandò a un gruppo di bénévoles (volontari) perché gli dessero una mano a smaltire un lavoro che aveva assunto dimensioni impreviste e che bisognava dividere con intelligenza: selezionare le lenti secondo la qualità e le diottrie, schedare, impacchettare, spedire.
Con gli anni le offerte sono cresciute in proporzione geometrica e P. Francesco è stato costretto a modificare il convento per far fronte all’enorme mole di lavoro smaltito quotidianamente da 163 persone (di cui una trentina volontarie) che lavorano a tempo pieno fra montagne di scatole che provengono da tutta Europa, piene di occhiali che farebbero invidia a un collezionista. I Paesi di destinazione si trovano soprattutto in Africa (37 per l’esattezza), in alcuni dei quali c’è un ottico ogni mille Km e un oculista ogni milione di abitanti.

Trattandosi di “lunettes” sono “sans frontière”, è logico che raggiungano anche l’Asia (11 nazioni) e l’America Latina (15 nazioni), dove, se la situazione generale non è così disastrosa come in Africa, è ugualmente preoccupante, soprattutto in alcune irraggiungibili zone delle Ande o del Nord-Est brasiliano, come i margini bahiani del Rio S. Francisco, dove nel gennaio di quest’anno sono stati eseguiti per la prima volta gli interventi sulle cateratte!
Ovviamente l’Associazione non ha dimenticato i bisogni di casa nostra, a cominciare dalla Francia, dove gli immigrati hanno aperto sacche di povertà che la “ricchezza” occidentale non riesce a colmare. Oltre la Francia, gli altri Paesi europei interessati sono l’Albania, la Bosnia, la Croazia, la Polonia, la Romania, la Russia, la Slovenia e l’Ucraina.
Un conto che pecca per difetto dice che ogni anno da Hirsingue si spediscono 110 mila paia di occhiali, inviati a cliniche, dispensari e missioni che se ne servono per “ridare la vista ai ciechi”. Cosa che, stando al Vangelo, annuncia la venuta del Regno di Dio.

Fra i donatori sono in prima fila i tedeschi e gli austriaci che organizzano periodicamente “questue” a largo raggio e facilitano il lavoro del centro di Hirsingue selezionando lenti e montature in loco, lasciando all’Associazione solo il compito della spedizione. A questa si fa fronte con un autofinanziamento...francescano: un gruppo di volontari seleziona francobolli nuovi e usati e cartoline, venduti a collezionisti di tutto il mondo.
Con le cartoline si preparano anche album che si spediscono a ospedali, lebbrosari e carceri dei Paesi in via di sviluppo, in modo che anche chi non sa leggere o non potrà mai lasciare il villaggio in cui è nato, possa conoscere almeno in fotografia luoghi e città di cui mai altrimenti avrebbe sentito parlare.
Superfluo dire che le autorità francesi hanno seguito e riconosciuto l’attività che P. Francesco porta avanti da 25 anni, nominandolo Cavaliere dell’Ordine Nazionale. Non chiedete però al cappuccino di mostrarvi l’attestato, dimenticato sotto qualche montagna di scatole ammassate perfino in un angolo del coro in cui i Religiosi si ritrovano per le preghiere quotidiane.

Egidio Picucci

PS/ Se dovesse servire, ecco l’indirizzo: L.S.F., 41, rue Générale de Gaulle, F - 68560 HIRSINGUE / Francia - Tel. e Fax 03.89.40.5036

 

 

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